Fratelli di sangue (Elling & Kjell Bjarne)

di Ingvar Ambjørnsen

adattamento teatrale di Axel Hellstenius

con Nicolò Giacalone, Alessio Praticò, Valentina Badaracco, Mauro Parrinello

regia Mauro Parrinello

traduzione Giovanna Paterniti

scene e costumi Chiara Piccardo

organizzazione e distribuzione Francesca Montanino

segretaria di produzione Patrizia Farina

presentato su licenza della Nordiska ApS, Copenhagen

 

Elling e Kjell dopo due anni in un istituto psichiatrico dove sono diventati amici inseparabili, vengono mandati dal sistema sanitario norvegese a vivere da soli in un appartamento al centro di Oslo. Dovranno dimostrare di saper badare a loro stessi e di potersi reinserire all’interno della società. Uno ha le fobie di chi è vissuto solo con la madre per 40 anni, l’altro sembra pensare solo al sesso che non ha mai fatto. Quando Kjell s’innamora della vicina del piano di sopra, il dramma sembra esplodere. Ma Elling sa, infine, realizzarsi come autore di poesie che affida alle scatole di crauti sugli scaffali del supermercato. Se qualcuno lo scoprirà, diventerà famoso; altrimenti resterà un “poeta underground”. Nata come romanzo di Igvar Ambjørnsen e diventata un film da Oscar a firma di Petter Naess, Fratelli di sangue di Axel Hellstenius (1960) è una commedia che sa trattare in maniera fresca – ironica e sovente anche allegra e divertente – un tema delicato come quello delle malattie mentali, senza cadere mai nel patetico.

Questa storia inizia nel momento in cui due persone vengono al mondo. Di nuovo. Ora sono liberi di andare a fare la spesa, rispondere al telefono, incontrare altre persone, innamorarsi. Sono finalmente pronti ad affrontare il mondo di fuori. E’ questa la trama di Fratelli di Sangue, in cui Elling, uno dei due ex internati, ci condurrà alla scoperta della nostra stessa società con occhi completamente nuovi, puri, infantili e talvolta spietati. Una scusa quindi, per guardare dentro di noi, dentro alle nostre contraddizioni, quelle in cui siamo da cosi tanto tempo immersi da non accorgercene nemmeno piu. Sulla scena un gruppo di 4 attori giovanissimi, appena diplomati alla Scuola dello Stabile di Genova, che ho l’onore di dirigere verso la risposta alla domanda che pone il testo: la società sarà pronta ad accogliere questi due uomini speciali e ad ammettere di aver perfino qualcosa da imparare da loro?
Mauro Parrinello

 

 

Giornale di Sicilia
Un testo straordinario, di una delicatezza quasi impalpabile […] Il regista Mauro Parrinello ha fatto un lavoro ottimo, alleggerendo dove serviva, sottolineando dove era necessario, senza perdersi in sterili note a margine.[…] Tantissimi applausi, anche a scena aperta, per una proposta che è assolutamente da non perdere.

Il Mestiere del Critico
Uno spettacolo fresco nelle interpretazioni e veloce nei ritmi narrativi. La regia di Mauro Parrinello orchestra il risultato senza gravare sulla spontaneità recitativa ma fissando paletti ben precisi all’interno dei quali disciplinare la tentazione dell’ eccesso.
A. Motta

MenteLocale
Una riflessione sulla coppia e sulle molteplici variazioni che il concetto stesso di coppia prevede fuori da facili e classificanti stereotipi e dentro un umano invischiato in una qualche forma di paura o fobia a titolo difensivo. Bello.
L. Santini