Hate Mail

con
Elisabetta Fischer
Mauro Parrinello

regia Mauro Parrinello

luci Carola Benedetti

foto Andrea Parolo

locandina Beatrice Bertaccini

segretaria di produzione Patrizia Farina

Sinossi

Preston, ricco e viziato architetto incontra Dahlia, fotografa povera e nevrotica. I loro mondi si scontrano quando lui in via una prima lettera di denuncia che costa a Dahlia il posto di lavoro. Da quel momento è impossibile tornare indietro. La loro corrispondenza diventerà sempre più folle, gettandoli in un vortice in cui precipite ranno. Tra odio e amore, tra coincidenze e ripicche, allontanandosi e ritrovandosi, secondo le più imprevedibili e improbabili leggi che regolano i rapporti tra uomini e donne.

Ogni volta che iniziano le prove di un nuovo spettacolo, sia che ne sia il regista o solo un attore, mi rendo conto che il testo di partenza è sempre un pretesto.Non lo dico per mancanza di rispetto nei confronti degli autori: è una considerazione a cui sono arrivato il giorno in cui ho dovuto spiegare ad un bambino che differenza intercorre tra un romanzo e un testo teatrale. La sua domanda: “ma se qualcuno l’ha scritto, che bisogno c’è di farlo dire agli attori?” La semplicità dei bambini è capace di folgoranti rivelazioni. Allestire uno spettacolo non significa trasporre le parole di un dialogo su un palcoscenico: significa mettere sé stessi al servizio di un’idea comune. In Hate Mail questo processo è stato accelerato perchè le parole di Preston e quelle di Dhalia sono le parole che un uomo e una donna non possono fare a meno di usare nella vita, vuoi come arma, vuoi come strumento di seduzione. Sono vita comune, esasperata, esagerata, parole scritte (i due personaggi non parlano realmente ma si scambiano lettere, biglietti, post-it) che portano in sè tutta la solitudine e l’ineluttabilità di una relazione. Il mio lavoro è stato cercare di capire le ragioni di questi personaggi, scavando sotto l’apparenza per non cedere alla tentazione di farli diventare facili stereotipi e nello stesso tempo scoprire così quanto potessero esser vicini agli attori nelle paure e nei difetti (che abbondano a discapito dei pregi). Rimanendo fedele a quel vecchio adagio secondo cui, se dirigere significa tracciare una rotta, allo stesso tempo lascia liberi gli attori di seguirla.
Mauro Parrinello

Dicono di Hate Mail

“Hate Mail, è uno spettacolo da non perdere e ci si augura che in molti abbiano la possibilità di vederlo […]. Elisabetta Fischer e Mauro Parrinello rendono i tempi comici un punto di forza dello spettacolo e, utilizzando sapientemente la mimica del volto, non appesantiscono il testo, bensì ne arricchiscono l’intensità comunicativa.”
Teatro.org

“Due attori, due sedie, molti giochi di luce, gestualità (mai artificiosa) mediata dalla sintassi cinematografica, dialoghi serrati. Una storia semplice. Una storia di coppia,nata tra individualità isolate che si attraggono, si respingono e (forse) si ritrovano sul filo di una comunicazione centripeta e centrifuga. Frammenti di io che si rifraggono nell’altro per comprendersi, compenetrarsi e amarsi […] Ottima interpretazione di un testo che parrebbe sposare alcune istanze angry alla Pinter su un tessuto connettivale assurdo ma non troppo, tinto di graffiante comicità.”
Mentelocale.it

“Una messa in scena semplice e allo stesso tempo puntuale, di un testo dal ritmo serrato con due bravissimi attori, perfetti nei rispettivi ruoli e nella loro complicità; una complicità che gioca sul ruolo rispettivo di vittima e carnefice.Un gioco in cui la donna e l’uomo sviscerano con leggerezza e semplicità le proprie sub-identità, le proprie armi segrete, la propria verità.”
Saltinaria

“Il testo scava in profondità facendoci intravedere la complessità e le ragioni dei due protagonisti. Sul palco due sedie, due cassette della posta, e loro che si scambiano lettere, post-it, e rettili morti. tra luci e ombre ci regalano una moviola davvero esilarante. I due spigolosi universi rappresentano in chiave ironica e sintetica le differenze tra uomini e donne, che talvolta li rendono un completamento e tante altre generano astio e desiderio di vendetta.”
Chiacchiere dal Foyer

“Il ritmo e la freschezza di questi due attori, di formazione accademica, ma che di essa rifiutano la vanità, sono la forza di uno spettacolo piccolo e tenuto in piedi davvero con niente se non due quinte nere, due sedute, due cassette della posta con targhette che segnano il cambio di indirizzo e due notebook. È un teatro da viaggio, che si mette in cammino e porta un bagaglio di sincerità.
Teatro e Critica

Questa storia, fatta di allontanamenti e riavvicinamenti, ripercorre e affronta molti problemi che spesso si riscontrano in una coppia – incomprensioni, poca comunicazione, ripicche – ma lo fa attraverso situazioni folli e al limite della realtà, regalando risate, piacevolezza, oltre che la capacità di far riflettere senza lasciare un sapore troppo amaro in bocca.”
Persinsala

“Finalmente uno spettacolo giovane, ben fatto, recitato bene, con una regia pulita, senza voglia di strafare, addirittura il disegno luci era fatto bene, cosa rara anche a livelli alti. Facciamo diventare alto il teatro moderno e fresco della Compagnia DeiDemoni.”
Teatro Italiano