L’invenzione senza futuro

L'INVENZIONE SENZA FUTURO
Viaggio nel Cinema in 60 Minuti

un progetto di
Federico Giani, Celeste Gugliandolo, Francesca Montanino, Mauro Parrinello

con
Federico Giani, Celeste Gugliandolo, Mauro Parrinello

musiche originali
Giorgio Mirto

scene
Maria Mineo

una produzione
Tedacà, Compagnia DeiDemoni, OffRome,  in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival-E45 Napoli Fringe Festival

“Un’invenzione senza futuro...” così Antoine Lumière (padre dei celebri fratelli) definisce il progetto a cui i suoi figli stanno lavorando: il cinematografo. 

Lo spettacolo racconta la vita e il rapporto tra i due fratelli Louis e Auguste che stanno per rivoluzionare la visione del mondo... e forse non lo sanno. Attraverso un viaggio che si trasforma e si snoda per mezzo di scene di film, incontri, suoni e visioni dal sapore delle pellicole che ci hanno appassionato in più di un secolo di cinema, il racconto della loro vita si fa metafora delle evoluzioni del cinema stesso e delle sue più importanti invenzioni: dal muto al sonoro, dal montaggio al colore.

Non si tratta di citazioni: l’intento è quello di creare vere e proprie fusioni tra le possibilità e i limiti del teatro e le caratteristiche proprie del cinema come strumento che più di ogni altro riesce a catturare e modificare l’immaginario collettivo su larga scala. 

Il contributo (in parte inconsapevole) di questi due fratelli ad un progetto così rivoluzionario come l’immagine in movimento, insieme con il desiderio più antico e primigenio, quello dell'amore, si fanno motori per raccontare anche l’illusione stessa della vita, il “qui ed ora” del teatro, il “realissimo” inganno del cinema. 

Sogni dunque... Ma che possono tramutarsi in vere rivoluzioni, cambiando per sempre la percezione quotidiana del singolo e quella della società a venire.

 

Dicono dell'Invenzione senza futuro

Un piccolo gioiello di poesia scenica (...) che attraverso lo sguardo ludico e scanzonato delle romantiche e folli concrezioni sceniche di Auguste e Louis Lumière, ci racconta una delicata parabola sulla memoria e sull’amore.
Teatro.it

Un omaggio romantico al cinema, del quale si evocano gli albori e i rudimenti, con una delicatezza di sguardo deliziosa, che si traduce in immagini teatrali, in felice recita di celluloide che volontariamente s’ingiallisce e gracchia, s’impolvera dell’aroma saporoso dell’antico mostrandone la patina romantica, come romantica è l’anima pionieristica che dei Fratelli Lumière ci racconta, mostrandoceli bambini, adolescenti, adulti, sempre e comunque all’inseguimento di un sogno, della scintilla che accendesse la luce all’interno della lanterna magica; mostrandoceli fanciulli, adolescenti, adulti fondendo due magie, quella del cinema e quella del teatro; quella per cui da un fotogramma all’altro passi da un’epoca all’altra in un istante e quella per cui dalla visione corrosa e sfocata della pellicola consegnata alla memoria passi alla viva carne della scena.
Pickwick

Tutte le scelte registiche concorrono alla creazione di uno spettacolo delicato ed emozionante, nel quale i tempi si mescolano e si intervallano in maniera particolare
Rossella Matassa

Un impianto semplice ma efficacissimo, che ci ricorda ancora una volta che la semplicità è punto non di partenza bensì di arrivo di una generosa dedizione e di un deciso talento. Un vero e proprio viaggio all'interno dell'immaginario cinematografico che, eccezionalmente, non ha nulla dei mezzi della riproduzione tecnologica; che, ironicamente, allude a quei mezzi presentandoci un cinematografo e tre poltrone fatte in cartone; che, discretamente, ci presenta la storia del cinema attraverso un'arbitraria quanto indovinata selezione di piccole scene; che, sapientemente, ci commuove quando ci ripresenta un corto del muto o il processo di goffa serendipità con cui i Lumière le diedero vita.E' un spettacolo da augurare a tutti, e di tutte le età: i più piccoli sentiranno il piacere di crescere, durante un viaggio favoloso e costruttivo come favoloso e costruttivo fu il cinema delle origini; i più grandi sentiranno la gioia di tornare bambini, nella culla di un cinema dolcemente liquefatto nel sogno del teatro.
Gufetto.it

Un’atmosfera nostalgica equasi incantata. L’invenzione senza futuro è un esperimento decisamente ben riuscito, uno spettacolo gradevole che attraverso suoni e visioni fa immergere lo spettatore in un viaggio attraverso più di un secolo di cinema.
Barbara LoConte

Nello spettacolo la storia della vita dei due fratelli diventa un tutt’uno con la storia del cinema. Il racconto della loro infanzia, del loro rapporto, del rapporto con la madre, della ricerca dell’amore è arricchito dall’incontro di personaggi cinematografici, da piccoli sketch che rimandano alla scena di un film. Un piacevole viaggio per gli amanti del cinema, reso ancora più gradevole dalla bravura dei giovani attori.
corrierespettacolo.it

La drammaturgia è ricca di elementi che ipotizzano un'esistenza precostituita del cinema. È come se tutto fosse già stato scritto; ai fratelli Lumière il compito di accoglierlo e mostrarlo al mondo. Contando su musiche originali composte da Giorgio Mirto ed eseguite al pianoforte da Francesco Villa, il lavoro di questi tre attori è stato talmente convincente che tra il pubblico c'è stato chi si è lasciato sfuggire un «Ma sono geniali». Sì, lo sono stati. Niente da obiettare.
Miriam Guinea

L'invenzione Senza Futuro - viaggio nel cinema in 60 minuti è stato selezionato per partecipare all' In Scena NY, il festival di teatro italiano che si svolge a New York